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Il valore del lavoro e dell’apprendimento nella società della conoscenza

Il valore del lavoro e dell’apprendimento nella società della conoscenza

Per realizzare una migliore distribuzione delle conoscenze, impegnarsi per un migliore sistema del sapere e concorrere alla promozione di una società più giusta, è necessario creare le condizioni atte a favorire e valorizzare l’educazione in particolare e la cultura in generale, ponendo grande attenzione all’accesso ai sistemi di istruzione e formazione professionale come diritto e strumento per prevenire la povertà educativa e l’esclusione sociale.

Il valore culturale ed educativo della Formazione Professionale iniziale e continua per una nuova società della conoscenza è oggi evidenziato dai dati relativi al successo formativo dei percorsi realizzati e dalla domanda proveniente dal mercato del lavoro. L’impostazione metodologica e didattica della Formazione Professionale privilegia modalità attive per far si che gli studenti lavorino su compiti reali, in modo interattivo e di gruppo, favorendo i processi di problem solving. Questo è reso possibile dalla strutturazione delle attività di classe che si svolgono non solo in aule di teoria ma soprattutto nelle aule di laboratorio dove gli studenti, per molte ore a settimana, si confrontano realmente con la messa in pratica delle acquisizioni teoriche. È qui che creano circuiti elettrici, smontano e riparano macchine, elaborano al computer una fattura commerciale, cucinano piatti che poi servono in sala. 

Le ore di laboratorio e le attività di tirocinio formativo e orientativo incidono sul saper fare, e contemplano anche una maturazione delle competenze legate al sapere e, non da ultimo, di quelle legate all’essere. L’esperienza dello stage, inoltre, ha un grande valore orientativo, in quanto attraverso una esperienza reale di lavoro gli allievi si rendono maggiormente conto delle condizioni e dei contesti lavorativi nel quale si stanno formando, e in questo modo possono verificare le loro aspirazioni e motivazioni professionali personali. In ogni caso, questa verifica ha lo stesso una valenza positiva anche nel momento in cui l’allievo si renda effettivamente conto che quella è una carriera lavorativa e formativa che non vuole perseguire: in questo modo si può riorientare lo studente allo scopo di inserirlo in percorsi per lui più congeniali. 

Uno degli elementi qualificanti della FP è l’azione orientativa specifica in esso contemplata, e che si prefigura come un reale processo di accompagnamento e di sostegno in ogni fase della formazione. La recente revisione dei percorsi di Istruzione professionale (D.lgs. 61/2017), che prevede un raccordo più stretto e organico fra Istruzione e IeFP, rende ancora più essenziale il ruolo dell’orientamento e del ri-orientamento. Un raccordo maggiore fra i due sistemi è auspicabile, in quanto circa il 50% degli allievi che segue percorsi di formazione professionale realizzati dal Cnos-fap decide, dopo la qualifica o il diploma professionale, di reinserirsi nei percorsi di istruzione. Si tratta per lo più di giovani provenienti da insuccessi scolastici, mentre gli altri trovano velocemente un’occupazione. Questo dimostra il valore dell’IeFP, non solo come canale formativo che consente un rapido ingresso nel mondo del lavoro (pregio certo non secondario), ma anche per l’istruzione stessa. Non di rado, molti allievi del Cnos-fap rientrano nei percorsi dell’istruzione ripartendo dal quarto anno oppure svolgendo il quinto anno integrativo per il conseguimento del diploma d’istruzione fino all’iscrizione all’Università. 

Il valore culturale ed educativo della formazione professionale per una nuova società è indubbio. La formazione professionale non solo produce lavoratori della conoscenza dotati di competenze flessibili, ma assolve anche ad una funzione di contrasto alla dispersione scolastica, alla marginalità sociale e alla precarietà socio-economica e lavorativa. Eppure, un problema serio cui porre rimedio è rappresentato dalla scarsa conoscenza di questo segmento del sistema formativo italiano. Le famiglie non conoscono le possibilità offerte dalla formazione professionale, ma anche la scuola è spesso ignara del valore di tali percorsi formativi per i propri studenti, specie per quelli che rischia di perdere. Spesso in fase di orientamento al termine della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), l’opzione di proseguire in un percorso di Istruzione e formazione professionale non è nemmeno contemplato dagli insegnanti che dovrebbero consigliare i ragazzi e le loro famiglie. In tal senso bisogna puntare su percorsi e progetti di orientamento capaci di rafforzare il dialogo tra la scuola e il mondo della formazione professionale iniziale. 

Istruzione tecnica superiore e istruzione e formazione professionale sono un segmento del sistema formativo italiano il cui contributo alla crescita del paese è stato significativo. Le trasformazioni in atto nei sistemi di produzione hanno portato e continuano a caratterizzare modifiche strutturali anche nell’impianto dell’organizzazione sociale. Il compito della formazione professionale iniziale rimane dunque quello di realizzare interventi formativi e non di addestramento, il cui obiettivo è produrre lavoratori della conoscenza dotati di competenze flessibili. Oggi i giovani che hanno compiuto i quindici anni di età si troveranno a dover scegliere tra la prosecuzione all’interno del sistema scolastico e la prosecuzione all’interno di un secondo canale formativo, articolato nell’esperienza dell’apprendistato o nei percorsi di formazione professionale iniziale. Ma la Formazione Professionale riveste un ruolo essenziale anche nel campo dell’apprendimento permanente, il quale consiste in “qualsiasi attività intrapresa dalle persone in modo formale, non formale, informale, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e occupazionale (Legge 92 del 2012, articolo 4, comma 51). Dopo aver lasciato il ciclo dell’istruzione e della formazione iniziale l’adulto può continuare la sua formazione attraverso l’Istruzione degli Adulti e la Formazione continua.  Puntare su di esse permette ai lavoratori di mantenere costantemente aggiornate le proprie competenze e rispondere al meglio ai contraccolpi della crisi economica. Rispetto a quest’ultimo punto, la Formazione Professionale mette in campo un’ampia gamma di corsi gratuiti destinati alla riqualificazione professionale di disoccupati e inoccupati.

Oggi si richiede un impegno straordinario sia al sistema scolastico sia al sistema della formazione professionale. Occorre rimettere al centro il valore educativo del lavoro, per una democrazia più ampia e partecipata. “Se vogliamo davvero combattere la grande (e scandalosa) esclusione dei giovani dalla vita pubblica, se intendiamo avvalerci della loro energia e del loro entusiasmo per rilanciare il formidabile genio italiano nei vari ambiti della vita economica, occorre proporre alla gioventù il valore etico e civile del lavoro come occasione di vita pubblica capace di dare consistenza al proprio io, terreno su cui fornire un contributo proprio delle giovani generazioni al miglioramento della società”. 

 

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