Il Progetto STOP&GO CUP F82J23000290009 è stato finanziato dalla Regione Lazio attraverso l’avviso pubblico per il potenziamento degli “Sportelli Ascolto” per il supporto e l’assistenza psicologica presso le scuole del Lazio.

La formazione professionale del CNOS-FAP Regione Lazio nasce, per naturale vocazione, per rispondere ad una popolazione di minori spesso in forte svantaggio socio-economico e culturale, con un spirito di inclusività e di ammortizzamento sociale. In tal senso STOP&GO incarna, così, con efficacia lo spirito del bando “Sportelli Ascolto” proponendo una soluzione organica, puntuale ed aperta alle difficoltà finora descritte.

I destinatari del progetto Stop&GO è la popolazione di allievi frequentanti i 3 CFP del CNOS-FAP Regione Lazio, ubicati nella città di Roma: CFP Pio XI (via umbertide 11, VII Municipio); CFP Borgo Ragazzi Don Bosco (via prenestina 468, V Municipio), CFP Teresa Gerini (via tiburtina 994, IV Municipio).

L’obiettivo generale dal progetto Stop&GO è quello di garantire una risposta adeguata sulla promozione del benessere psicologico, la prevenzione del disagio mentale e delle dipendenze e la creazione di una cultura condivisa e inclusiva sul tema.
Per rispondere a questo obiettivo generale il progetto si propone i seguenti sotto-obiettivi:
• Garantire con lo sportello una risposta personalizzata e tempestiva sul disagio individuato;
• Creazione di una rete di con i servizi del territorio (ASL, TSRMEE, SERD…);
• Garantire continuità di percorsi di cura tra strutture educative e sanitarie;
• Creazione di un’equipe multiprofessionale;
• Facilitare l’accesso aperto e senza discriminazioni (economiche, sociali, culturali…) agli utenti;
• Favorire l’empowerment di insegnanti e allievi;
• Verificare l’esperienza in ogni sua fase;
• Promuovere la giornata della salute mentale.

Per raggiungere questi obiettivi il progetto Stop&Go si propone la creazione di tre Sportelli d’Ascolto, ubicati nelle sue tre sedi, che si descriveranno meglio nella parte su “i destinarati”, raggiungendo potenzialmente una popolazione di circa 1000 allievi.

Fase 1: promozione dello sportello
Gli sportelli verranno promossi attraverso delle attività informative nelle classi che avranno come obiettivo quello di far riflettere gli allievi sul concetto di benessere psicologico, mostrando esempi e situazioni della loro vita quotidiana, in una modalità dialogica e digitale, arrivando alla conoscenza di cosa sia uno psicologo, un percorso psicologico scolastico e i rudimenti di un’alfabetizzazione emotiva. La promozione tra le famiglie sarà invece veicolata attraverso strumenti multimediali (mail, locandina…) in cui verranno spiegate finalità del servizio, tempi e modalità di fruizione.

Fase 2: individuazione del problema
La figura del tutor d’aula, dell’assistenza specialistica e di tutto il collegio formatori dei nostri tre centri aiuteranno gli allievi nel quotidiano educativo e formativo ad individuare situazioni di disagio, più o meno conclamato, accompagnando, qualora ce ne fosse il bisogno, l’allievo verso la richiesta di aiuto.
I ragazzi più autonomi potranno contattare autonomamente lo specialista dello sportello, trovandolo di persona negli orari e nei luoghi individuati.
La stessa presenza di questo personale qualificato potrà essere utilizzato da tutta la comunità educativa per consulenze riguardanti l’ordinario scolastico.

Fase 3: percorso di sostegno e chiusura
Una volta formulata una richiesta ogni allievo avrà la possibilità di usufruire di un percorso di al massimo 10 incontri (uno o due dei quali in compresenza con la famiglia, qualora lo specialista lo ritenesse utile).
Alla fine di questo percorso, valutato l’andamento e l’efficacia sul problema, lo specialista in accordo con le altre figure educative della scuola, dichiarerà la chiusura del percorso o il suggerimento di ulteriore invio presso un percorso pubblico (ASL) o privato di psicoterapia

Fase 4: valutazione annua in itinere e finale
La valutazione dell’andamento dei diversi sportelli avrà una supervisione trimestrale, con un tavolo coordinato da un supervisore, che sosterrà gli specialisti sullo studio di casi e situazioni.

Fase 5: creare una cultura sul disagio
Attraverso i dati statistici emersi dal lavoro dei tre centri verrà annualmente pubblicato sul sito dell’ente formativo un piccolo reportage sul lavoro svolto e promosso dal Bando. Ogni Centro di Formazione Professionale (CFP) inoltre dedicherà il 10 ottobre uno spazio di riflessione in ogni classe sul tema della salute mentale e su strumenti di prevenzione e cura in un’ottica inclusiva, generando dei veri e propri tavoli intergenerazionali di dibattito e confronto.

INFO E CONTATTI: corsi.lazio@cnos-fap.it