Due giorni di ascolto, confronto e progettazione per i Centri di Formazione Professionale salesiani dell’Italia Centrale. Dalla condivisione della vita quotidiana delle sedi alla definizione di nuovi criteri per il Direttorio ispettoriale: ecco come la rete ICC si prepara alle sfide di domani.
ROMA – Non sono state solo riunioni di coordinamento, ma un vero esercizio di “corpo ecclesiale e associativo”. Il 26 e 27 marzo 2026, la Formazione Professionale Salesiana dell’Italia Centrale (ICC) ha vissuto un passaggio fondamentale del suo cammino ispettoriale. Ai lavori ha partecipato stabilmente in entrambe le giornate don Andrea Lupi, Delegato di Pastorale Giovanile dell’Ispettoria Centrale.
Dare un volto alla rete: l’incontro presso la Sede Ispettoriale
Il percorso si è aperto il 26 marzo presso i locali dell’Ispettoria Centrale, con un obiettivo chiaro: passare dalla conoscenza formale alla percezione viva di una rete che opera in sei diverse regioni. Durante questa prima sessione, le figure di sistema e gli 11 Direttori delle sedi operative hanno preso la parola per raccontare la “fotografia viva” dei loro centri: i volti dei giovani, le sfide dei territori e le risorse educative .
Un focus particolare è stato dedicato alla comunicazione, grazie all’intervento di Gabriele Malerba, referente della comunicazione del CNOS-FAP Lazio. L’idea emersa è che comunicare non sia un’attività accessoria, ma parte integrante della missione educativa per rendere visibile l’identità salesiana e le storie dei ragazzi.
La Giornata di Ambiente al Borgo Ragazzi Don Bosco
Il 27 marzo, i lavori si sono spostati presso il Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi Don Bosco. La “Giornata di Ambiente” ha segnato un cambio di passo strategico per la strutturazione stabile della Formazione Professionale a livello ispettoriale. La giornata ha visto anche la partecipazione di don Stefano Casu, referente per l’animazione pastorale.
1. Il Mattino: Custodire e Orientare il Carisma
Prima di iniziare i lavori, l’Ispettore dell’Ispettoria Centrale, don Roberto Colameo, è intervenuto in videochiamata per rivolgere un saluto a tutti i partecipanti, sottolineando l’importanza del cammino comune.
Successivamente, la mattinata si è svolta sotto la guida di don Maurizio Lollobrigida, Presidente del CNOS-FAP ICC. Il CFP è stato riaffermato come ambiente educativo e non solo come struttura tecnica. I partecipanti, divisi in gruppi misti, hanno lavorato su tre direttrici per la revisione del Direttorio ispettoriale:
- Cosa custodire: l’essenza dell’identità salesiana che non può essere persa.
- Cosa chiarire: le ambiguità o le fragilità attuali.
- Cosa orientare: le scelte concrete per il futuro della rete.
2. Il Pomeriggio: Un solo corpo in sei regioni
Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulla costruzione di una rete stabile. Sono stati avviati tavoli di lavoro su ambiti cruciali: Pastorale, Didattica, Gestione, Comunicazione e Orientamento . L’obiettivo è passare da confronti occasionali a una struttura ispettoriale solida, capace di condividere buone pratiche e linguaggi comuni.
Eccellenza in tavola
Un momento di particolare valore educativo e conviviale è stato il pranzo. Il servizio e le portate sono stati interamente realizzati dagli allievi del settore della ristorazione del Centro di Formazione Professionale Borgo Ragazzi Don Bosco, che hanno dato prova concreta della qualità e della passione che animano i laboratori della nostra rete.
Uno sguardo al domani
L’esito di queste due giornate non rimarrà sulla carta. Il materiale raccolto diventerà la base reale per la revisione del Direttorio ispettoriale. Il CNOS-FAP ICC esce da questo appuntamento con una maggiore consapevolezza: quella di essere un’unica rete, capace di raccontare con coerenza la bellezza dell’educazione salesiana.